Abbandonate il tacco ed i merletti, i vestiti e la moda con i colori fluo. Le borse e le collane, le tendenze del momento. Il gossip e le fashion icon, le modelle ed i lustrini. Dimenticate Vogue e Velvet sul comodino. Solo per un giorno, solo per un attimo e ricordate.
Ricordate quel 19 luglio del ’92 a due mesi di distanza dalla strage di Capaci, in cui a morire sull’autostrada A29, fu il magistrato antimafia Giovanni Falcone. Ricordate questo giorno in cui vent’anni fa persero la vita in via D’Amelio cinque agenti della scorta Emanuela Loi (prima donna uccisa dalla mafia), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
E lui, Paolo Borsellino.
Molti di voi, soprattutto i più giovani, avranno sentito il nome del magistrato solo durante una lezione tra i banchi di scuola noiosa e senza fine. Altri forse alla radio o alla televisione, così en passant, senza soffermarsi troppo e cambiando stazione o canale. Siate curiosi, per piacere. Prendete un manuale o andate sul canale di “La storia siamo noi”, quello che preferite.
Perché solo attraverso la conoscenza, potete farvi delle idee.
Perché a lamentarsi poi se l’Italia è alla deriva, son capaci tutti. E la responsabilità non è solo ai vertici ma è anche la vostra, la nostra.
Perché l’ignoranza vi rende sterili.
Perché dicono che la storia insegni, ma se non la si conosce non credo che servi a molto.
Perché l’indifferenza è il peggiore dei mali.
Perché a lamentarsi poi se l’Italia è alla deriva, son capaci tutti. E la responsabilità non è solo ai vertici ma è anche la vostra, la nostra.
Perché l’ignoranza vi rende sterili.
Perché dicono che la storia insegni, ma se non la si conosce non credo che servi a molto.
Perché l’indifferenza è il peggiore dei mali.
Perché mai come in questo momento c’è bisogno di idee.
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”, diceva Borsellino.
Perdete 10 minuti del vostro tempo ed informatevi su quello che è stato.
Si chiama memoria storica, quella che tutti noi dovremmo avere.
19.07.1992 via D’Amelio
Molti di noi non dimenticano.
Nessuno di noi dovrebbe.
Nemmeno lo Stato.
Pics by WeheartIt.com - Google Image

















un post meraviglioso, che io da palermitana sento particolarmente!
RispondiEliminaC
Sono contenta che ti piaccia. Non sai quanto mi faccia piacere...
Eliminaun bacione
marti
è un post stupendo, rimpiago i nostri eroi "normali", brava!
RispondiEliminaIo ricordo bene. Grazie per questo post!
RispondiEliminaSa
I love it!
RispondiEliminahttp://ponerleonda.blogspot.com.ar/
Ero piccolina quel giorno, ma ho seguito e letto di tutto sulla vicenda.
RispondiEliminaRIP per queste persone coraggiose e brava tu che ci hai ricordato questo anniversario.
Bello il post! complimenti
RispondiEliminahttp://elegance-economique.blogspot.it/