Ricominciamo la classica routine del lavoro nella terza settimana di agosto in cui aspettiamo Lucifero con la stessa bramosia degli Americani con Patti, Raffael e Sandy, gli uragani intendo. Un noioso lunedì come tanti altri, banale e scontato, che però nasconde delle sorprese. Soprattutto sul futuro.
1) “La fine della crisi è vicina”. Queste le parole di Mario Monti che a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione, nelle vesti di mago Telma, rivela la storia e il futuro dei prossimi mesi dell’Italia: ovvero la fine delle difficoltà economiche della nazione (con chiari ed evidenti segnali che sia più una Cassanata piuttosto che una premonizione di Cassandra). Non so perché, invece di confortarmi, il discorso del capo del governo, sa tanto di presagio. Ma continua:“Voi ragazzi lo avete chiamato "imprevedibile istante", quello in cui si dovrebbe comprendere ciò che si vuole diventare da adulti o qualcosa di simile e trovare lavoro (il premier ha delle difficoltà a definire questa sua espressione). Adesso io sfido chiunque di voi, che siete “ciòvani” come direbbe Chiambretti, ad avere indicato così, in maniera aulica, la cosiddetta “botta di culo”. E di questi tempi, si sa, ce ne vuole e sono convinta che lo sapeva anche il prof. de “L’attimo fuggente”, richiamato dal capo del Governo proprio per l’occasione. Ma un altro termine usato da Monti è quello di “generazione perduta", per intenderci la nostra. Il motivo di questa espressione così ottimista e piena d'allegria? "Tengo a precisare, - sottolinea - non considero perduta perché priva di mezzi o capacità. Al contrario, trovo che la perdita, gravissima, di capitale umano abbia nuociuto fortemente al Paese, in parte per l'emorragia di professionisti e studiosi che hanno scelto di vivere all'estero, in parte per le mancate opportunità di coloro che, benché meritevoli, sono rimasti in Italia, senza trovare adeguate soddisfazioni professionali”. La causa perciò, haimè, è dovuta alla fuga dei cervelli, come se quelli rimasti in Italia fossero dei perfetti inetti (quelli che però pagano le tasse, caro Mario). Oltre ad una giustificazione poco plausibile, quello che vorrei chiedere al professore è: “Dove sono i mezzi e le possibilità così tanto palesati?”. Scusi ma io sinceramente non li vedo. Sarò forse miope? E poi ha parlato di università, lavoro e liberalizzazioni che in confronto la 1000esima puntata di “Uomini e donne”, cui auspico una partecipazione di tutti questi bei giovanotti-ministri del Governo come tronisti e corteggiatori in versione vintage, è caratterizzata da più colpi di scena e meno banalità. Mi sono infatti letta tutto il discorso e sembra una preghiera. Non nello stile delle Pussy Riot, perché la loro è intensa, sentita, ribelle, ironica. Quella di Monti è piuttosto una auto-giustificazione perché in realtà, noi “ciòvani” la risoluzione della crisi con i conseguenti tempi migliori, la vediamo come una sorta di miraggio. Insomma a differenza del gruppo rivoluzionario russo, questa preghiera lascia ben poco alla speranza. O forse è rivolta ai Maya ed alla profezia di dicembre con la fine del mondo. Così che tutti i dilemmi del prof. Monti giungano, finalmente, al termine.
2) L’ho sentita. Lo ammetto: sono andata
su youtube e mi sono ascoltata tutta la canzone-protesta delle Pussy Riot, considerata
“blasfema” dai giudici russi. Ovviamente non ho capito una sola parola e così
ho ricercato la traduzione per avere una rivelazione su quale sia il “terrorismo
religioso”, capo d’imputazione con l'accusa di insulti alla Chiesa
(e qui la finezza del processo che per 1 anno e mezzo le costringerà al
carcere), di cui sono capaci giovani 20enni incappucciate con
passamontagna che sgambettano in preda ad attacchi isterici nella chiesa di
Cristo Salvatore a Mosca. Il risultato è stato il seguente: "Nessuna
imprecazione. Nessuna bestemmia. Nessun linguaggio irriverente, nemmeno una
parolaccia". Che ne so? Almeno un ебать, un мудак o un идиот. Il
nulla. Il gruppo femminista punk ha così scosso l’intera opinione
pubblica internazionale che ha messo alle strette Putin. Ed ha risvegliato
anche Vasco, che dopo anni
di scrittura non di canzoni ma bensì di stati su facebook, in cui le parole
d'amore più sentite in stile "Alba chiara" sono state tutte per Ligabue, ha ritrovato il lume della ragione. Non mi riferisco al matrimonio che
lo vede unito alla sua compagna Laura, ma alla sua posizione a favore proprio
delle Pussy Riot. Anche se ho ancora dei seri dubbi sul fatto che lui abbia compreso chi
siano, che cosa facciano e soprattutto perché siano in carcere da sei mesi con
ancora un anno e mezzo da scontare. Siamo proprio sicuri che non creda che le
ragazze siano quelle appartenenti alle Pussycat Dools, che si battono per la
ceretta, il parrucchiere e lo smalto con la stessa foga di quelle russe per la libertà? Oppure
che sia una squadra di escort russe visto che “pussy riot”,
letteralmente significa “insurrezione della Jolanda” – come direbbe la
Littizzetto ?.
Ma non basta. Le
Pussy Riot sono state anche citate da lui, Gesù Cristo Julian Assange, padre di Wikileaks,
che è apparso, come nelle migliori tradizioni, da un balcone: quella del
ambasciata ecuatoriana a Londra, dove si trova dal 19 giugno e da qualche
giorno con lo status di rifugiato politico per aver svolto
"informazione", provocando per il contenuto delle notizie le ire funeste dell’opinione pubblica
americana. Quella in particolare puritana che nega qualsiasi scheletro
nell’armadio, seppur evidente (Wikileaks aveva diffuso oltre 77mila documenti
del governo americano classificati sulla guerra in Afghanistan). Ed ora di
Julian, i politici degli Usa non vogliono l’oscurazione delle pubblicazioni via
etere ma piuttosto la testa, una sorta di crocifissione mediatica pubblica.
Come avviene del resto con il gruppo punk femminista. Insomma le Pussy Riot
il miracolo l’hanno fatto. O meglio è in realtà opera dello stesso Putin visto
che se non le avesse arrestate e processate ma lasciate esprimere liberamente,
quella canzone stonata ed anche dalla musicalità imbarazzante, sarebbe stata
conosciuta ed apprezzata solo dalle componenti del gruppo – che specifico sono
più di tre donne (collettivo punk rock russo femminista) – e dalla Theotókos,
Bogoroditsa o la
Beata Vergine Maria
che dir si voglia. Che avete capito? La nostra Madonna, quella però che si
sbatte sui palchi di tutto il mondo in evidente caduta libera (sia di musica che di pelle).
QUI il video della canzone
3) Mentre noi donne, le femministe, siamo
in tumulto per la carcerazione delle Pussy Riot, c'è chi non sa nemmeno
dell'arresto. Mi riferisco all'universo maschile, troppo impegnato in questo
momento. La preoccupazione per la maggior parte degli uomini italiani è in sequenza: la
ripresa del Campionato, gli ultimi colpi del calciomercato e l'accordo Cassano-Pazzini tra Inter e Milan. Cassano ha detto su questa eventualità
“Guagliò hahahahd dgdggdd”. Dicono, i traduttori, che sia felice e abbia voluto lui lasciare
la squadra di Berlusconi. Insomma Antonio non sarà di certo capocannoniere
nella storia del calcio italiano, ma di cambio casacche senz’altro.
marti
Pics by Weheartit


















Great Post.
RispondiEliminaA.
dramaticmode.blogspot.it
sul discorso di Monti meglio stendere un velo pietoso và!!sulle nostre ragazzotte mah, non so che dire, mi sembra una storia un po scandalistica per avere visibilità un po scappata di mano!!
RispondiEliminabellissimo post
paolasophia.blogspot.it
mi piace leggerti, brava :)
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