giovedì, settembre 27, 2012

Una sfilata (Parah), la musa del botox (Minetti) e 110mila euro


Ho aspettato alcuni giorni prima di esprimermi riguardo ad una scelta, a mio parere, devastante e senza giustificazioni. Spiegazioni che non voglio né ascoltare né quanto meno accettare. Perché sono una donna e non è necessario raccontarmi favole alle quali solo le sprovvedute credono. Quelle insomma dall’assenza di carattere e di personalità, quelle che prediligono le strade semplici, lineari senza ostacoli, quelle che se c’è una scorciatoia sono pronte a prenderla al volo senza scrupoli. E ne esistono, molte purtroppo. Non sono neanche una femminista estremista di quelle sicure che ad una donna tutto è dovuto, troppo prese dalla “penisneid” , l’invidia del pene teorizzata da Sigmund Freud. Quello di cui parlo è onestà intellettuale. La stessa che molte persone vantano, ma che, in realtà, ben poche conoscono.

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Sono stata tra i presenti della Blue Fashion Week, la beachwear collections a cui hanno preso parte diverse case di moda, evento fuori calendario della Milano Fashion Week. Arrivo in ritardo e riesco a mettermi accanto ai fotografi, in fondo alla passerella in una sala gremita di persone. Non si respirava davvero, uno accanto all’altro a discapito della riuscita della sfilata. E credetemi, che alcune collezioni come quella di Paladini, Raffaela D’Angelo, Emamo e Domani, sono state estremamente convincenti con molti spunti che diventeranno dei must have del beachwear. Fantasie geometriche, colori accesi, accessori ingombranti come i grandi cappelli di paglia saranno essenziali per la prossima estate - ma avremo tempo per parlarne. Ci ha pensato Parah New Generation però a oscurare le altre passerelle e levare dignità ad un evento che avrebbe meritato ben altri riflettori. Elisabetta Gregoracci, Annalisa Minetti e Melissa Satta sono passate inosservate, come le varie collezioni, grazie alla musa del botox.


Nicole Minetti e i 110mila euro per sfilare ed essere il volto di Parah. E’ questa la cifra, rivelata da "La Repubblica", ricevuta dalla consigliera regionale della Lombardia, che non solo non si dimette da una poltrona dal valore di 10mila euro al mese, ma a quanto sembra, non rinuncia nemmeno al vitalizio. Ma la cosa sconcertante è che alla sua entrata, il pubblico era in estasi senza distinzione di sesso. Me ne sono stata a guardarla in disparte senza applaudire e quasi schifata, mentre lei a testa alta dopo un’ora di trucco, due costumi indossati, 110mila euro nella mutande del costume, sfilava fiera di se stessa. Gli applausi degli uomini rimbombavano con i loro commenti, fischi e urla per un esemplare di silicone e botox che sculettava in passerella neanche fosse stata Sophia Loren. Al termine della sfilata, con le spalle al muro, Parah si giustifica per la scelta della Minetti così:Volevamo la vostra attenzione. Parah negli anni ha sempre cercato di portare avanti l’immagine di un brand serio, ricercato. (...) Ma al giorno d’oggi l’unico modo per colpire l’attenzione sembra essere quello di stupire e creare scandalo.Ecco che questa volta abbiamo osato. E’ stata una mossa coraggiosa”.
Il coraggio, caro Parah, si dimostra mantenendo dignità, valori e principi. E se ci pensi bene, tutti hanno parlato di Nicole Minetti, ma nessuno della collezione. Non lo farò neanche io (al di là dei gusti estetici soggettivi, la sfilata è stata oggettivamente pessima. Dove sta la creatività? Soprattutto quelle scarpe? Prima di scusarvi per la musa, dovete farlo per quella specie di stiletti in stile Frankenstein. Un insulto aggiunto per tutte le donne).

Le provocazioni devono avere un fine preciso. Devono essere studiate molto bene. Devono essere costruite nei minimi particolari da menti illuminate. E devono essere colte con la stessa forza e potenza. Il messaggio, inoltre, deve essere altrettanto rivoluzionario ed intenso. Passionale, vero ed onesto.
In assenza di tutto ciò, quello che rimane è il nulla, il vuoto e le inutili giustificazioni di chi ha ancora il coraggio di parlare.
Una cosa è certa: non comprerò nulla di Parah. E spero che lo stesso valga per voi.
Ora silenzio, per cortesia.
Che cali il sipario su questa triste sfilata.
marti

Pics by  Weheartit.com - GoogleImages - MyInstagram

12 commenti:

  1. Sono pienamente d'accordo con la tua opinione! Scegliere l'emblema del "mal costume italiano" di questi tempi, in un periodo di estrema difficoltà per il nostro Paese e di malcontento generale al limite dell'esasperazione, per me equivale ad offendere la dignità e l'intelligenza delle persone, oltre ad essere un cattivo esempio per i ragazzi! Spero che in molti non appoggeranno scelte di questo genere! Io in ogni caso, non sosterrò mai un brand (per qunto mi piaccia) che si presenta in questo modo! Impazzivo per i braccialetti Cruciani e ne ho acquistati diversi, finché non è uscito il "quadrifoglio tricolre" al polso della Minetti... Ma stiamo scherzando? L'italia rappresentata da un tale elemento dopo tutto quello che è accaduto in questo ultimo anno? Non ne comprerò mai più uno (e pensare che mi piacevno tanto!). Basta, è ora di finirla! SIAMO STANCHI DI QUESTO SCHIFO! Cerchiamo di cambiare le cose, se vogliamo possiamo!

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    1. Appoggio in pieno. Boicottiamo.
      E' necessario ora. Non possiamo più farne a meno.
      E siamo stanchi sì. Basta!
      Marti

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  2. Io di provocatorio non ci trovo nulla nella scelta di far sfilare la Minetti.
    La provocazione vera è intelligente e fa riflettere.
    Questa mi sembra solo una trovata facile facile per avere qualche titolo sui giornali.
    Dubito che un personaggio così volgare possa valorizzare nulla di associabile alla moda, nella cui categoria a ogni modo non penso che Parah rientri.
    Quindi se hanno mai avuto velleità "modaiole" direi che si sono dati il colpo di grazia da soli, se volevano semplicemente vendere di più credo che questa mossa non apporterà nulla o sarà addirittura un boomerang. I 110.000 euro peggio spesi della storia.
    Del fatto che uomini e donne possano giubilare alla vista della Minetti non mi meraviglio, dato il cattivo gusto imperante, ostentato come fosse un titolo di merito.

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    1. Una scena pessima. Te lo giuro.
      Le scelte sbagliate si pagano. Anche quelle di marketing: perciò spero che in tanti la pensino come te e me e non acquistino i capi firmati da Parah. I tempi devono cambiare: ad esempio, Chiara Colosimo, ex cubista è ora capogruppo del Pdl nel Lazio al posto di Battistoni. Era una di quelle che ha partecipato alla festa mascherata romana per intenderci. Io dico BASTA. E comincio con Parah.
      Grazie per il tuo commento. Ed hai ragione niente di provocatorio in questa scelta.
      Marti

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  3. Non mi piace fare la parte della moralista, ma quando certi argomenti giungono al mio orecchio la prima parola che mi viene in mente è mediocrità. La mediocrità di quanti restano estasiati di fronte ad una persona che con la moda (e, penso anche con la politica) c'entra ben poco. Applaudire una persona che ha appena "guadagnato" 110 mila euro, poi magare uscire fuori e iniziare discorsi con la frase "c'è crisi, c'è crisi" che ormai è diventata una specie di jolly. Ma moralismo e mediocrità a parte, ciò che resta è la delusione di un brand che non non mira al successo attraverso i capi, ma attraverso le "modelle". La provocazione, quella sottile e ben fatta è arte di pochi!

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    1. Stessa opinione, Fashionista.
      110mila euro per una sfilata che onestamente poteva aver altre muse. Invece di pensare alla testimonial, avrebbero dovuto proporre una collezione più ricercata e d'impatto. Se vuoi visibilità, lavora sulla qualità di ciò che offri e non sullo scandalo. E quel "sono i tempi" a me fa venire i brividi.
      Grazie del commento!
      Marti

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  4. Holaa!
    que chula la imagen de los labios, un saludo!

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  5. Post davvero interessante, concordo con ogni singola parola, e dal mio punto di vista la signora (se così si può definire) Minetti, meriterebbe 110.000 calci nel sedere, primo perchè guadagna dei soldi senza fare niente, secondo perchè ne prende altri per fare ancora meno.
    Parah ha toppato e ne pagherà le conseguenze, visto che gli uomini non vanno in giro in due pezzi! Eppure la storia dovrebbe insegnare, che se prendi un testimonial discutibile, mandi a fare un giro ad un sacco di tempo di lavoro.
    Un bacio

    http://fashionsvista.blogspot.it/

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  6. Amazing!!!
    http://ponerleonda.blogspot.com.ar/

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  7. D'accordo come ho detto anche io oggi sul mio blog.

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  8. Volgare, imbarazzante, vergognoso. E' uno schiaffo morale agli spettatori realmente interessati al mondo della moda, alle modelle che lavorano sul serio e a chi sta dietro quei venti minuti di sfilata. Alla moda come arte e a noi come donne.

    Detto questo, non ho mai comprato Parah e tanto meno lo farò in futuro.

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

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marti