E ce l’abbiamo fatta. E’ stata una lunga serata, ricca di colpi di scena, “chi è uscito con le bombole dell’ossigeno, chi con i muscoli sfilacciati” (la perla di Mazzocchi. Dopo apriremo la parentesi sulla telecronaca Gentili – Dossena), ma l’Italia non demorde: espugna lo stadio di Kiev ai rigori contro gli inglesi per 4 a 2 e vola in semifinale contro la temuta Germania della Merkel. Si, sempre lei. Anche nel calcio dice la sua. Mentre il nostro Monti (non sembra un po’ Dracula?) se la ride ed attende giovedì. Come se la sfida davvero fosse tra il capo del governo italiano e tedesco. O forse è così?

Ma andiamo con ordine. Fino all’inizio
dei calci di rigore siamo stati di fronte ad un match storico in cui il sacro
si è scontrato con il profano.
BSS - Buffon Santo
Subito vs HCC - Hart Che Culo.
Nessuna palla entrava
nella rete azzurra grazie alle prodezze del capitano, nessun goal invece per
gli italiani che avevano contro un portiere dall' evidente dote chiamata
fortuna. E secondo me Hart, alla fine dei tempi supplementari, un po’ cristiano
ci è diventato, ringraziando tutti i santi del paradiso per i due pali e per
gli errori degli azzurri in area. E non è bastato nemmeno kamikaze
Carroll ad intimorire la nazionale italiana con i suoi falli che in
confronto Muhammad Ali, sarebbe sembrato sul ring una ballerina di danza
classica alla prima performance in scena. La vittoria così spetta al sacro con
Buffon che, anche dopo la partita, non ha un brivido di euforia ma anzi ha in
volto un'espressione di pace ascetica, misto tra l'umile e l'incazzato (come
sempre del resto). Si leva qualche sassolino dalle scarpe nelle interviste del
dopo partita ed è l’unico a dire la verità: «Se avessi detto che avremmo
vinto l'Europeo – si legge sul Corriere della Sera - sarei
stato da ricovero. Esporsi ora è da presuntuosi. La Spagna è
due spanne sopra tutti gli altri, poi viene la Germania. Non siamo
i più forti: noi lo sappiamo, voi lo sapete, tutti lo sanno». E con un
Santo in squadra, in più tra i pali, il miracolo è possibile: «Dobbiamo
stupire, non porci limiti. Siamo tra le prime otto in Europa, un buon traguardo
dopo la magra figura rimediata nel mondiale in Sudafrica».
Così si conclude la
omelia di San Buffon dalla Juve. E così sia.
Amen.

Una pacatezza che si riscontra anche nell’atteggiamento del discepolo Pirlo che con la calma che lo caratterizza, tira un rigore che per entrare in rete ci mette 10 secondi. Un cucchiaio splendido. Un’attesa divina. Una perla di eleganza, tecnica e carattere. O strafottenza. Che se disgraziatamente Hart fosse rimasto lucido, fosse rimasto immobile (come durante la partita) e avesse parato il rigore, sarebbe servito davvero un miracolo immediato di Buffon nel salvarlo dall'ira dei tifosi e soprattutto da un eventuale esilio dal territorio italiano. Quello che ha invece rischiato seriamente Montolivo, quando al secondo calcio di rigore, manda la palla fuori lo specchio della porta. A essere crocifisso con lui ci sarebbe stato anche Balotelli. Ed il dubbio è venuto a tutti: "Che si fosse accordato con gli inglesi di Roy Hodgson?". Ma la verità è molto più semplice. Si vocifera che la sera fosse al Billionaire di Kiev con le Femen ucraine. Ed, inondato di champagne, intonava con loro a gran voce "Fuck Euro". Gli stessi euro che questi giorni ha speso nei negozi polacchi - ucraini. Ed in campo, per 120 minuti, contro l’Inghilterra, insomma mica pizza e fichi, l’attaccante azzurro si è divertito a fare acrobazie come se fosse ancora al culmine della serata precedente. Che se le avesse viste Moira, Orfei dico, lo avrebbe subito assunto per i suoi spettacoli circensi.
Perciò Balotelli, la prossima volta, non cercare tante finezze. Devi mettere la palla, quella cosa tonda che ruota, dentro la rete, che è invece quella cosa bianca bucherellata tra tre pali. E possibilmente dovrebbe essere quella degli avversari. Si, in questo caso quelli con le casacche bianche e rosse, non azzurre. E se non sei daltonico, non è difficile l’impresa. E non devi portare i giocatori inglesi dentro la rete, come hai fatto con uno degli inglesi, ma la palla. Porta – palla. Ok? Le dichiarazioni di Cassano invece a fine partita sono state: “Amminde nnanze pe non gadè”. Non c’era un traduttore dal barese all’italiano. Non posso commentare, scusate.
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| Il primo cucchiaio, a destra, di Totti. A seguire quello di Pirlo, Panenka (il primo nel 1976) e Postiga nel 2004 |
E parliamo del gatto e la volpe: Dossena – Gentili che di fronte al big match, hanno dimostrato a tutta Italia chesi trovano a loro agio nel fare telecronaca come i cavoli a merenda. Che qualcosa non andava. lo avevamo capito fin dai primi minuti, quando uno dei due, il caro e vecchio Dossena, commenta: "Ma che bravi quando siamo in difficoltà". Per poi continuare con "Prima o poi, Balotelli la mette dentro". (Si bisogna vedere in quale match ed Europeo). Per aggiungerecon “La punizione la farei tirare a Mario”. E Balotelli tenta di farlo tacere con una pallonata che invece di raggiungerlo, abbatte un satellite.
“Gli inglesi sembriamo noi”, tuona un'altra volta Dossena che subito dopo rinnega le sue parole con: “Gli inglesi sono diventati inglesi”. “E’meglio un rigore di potenza o di mira?”, chiede anche con curiosità al collega Gentili. Come se chiedesse ad uno che sta cadendo da un precipizio: "Vuoi una mano? la destra o la sinistra?". Ascoltate, io che sono una profana di calcio, dico: “Dossena l'importante è metterla dentro sta palla”.
Ma la spiegazione in realtà è una. E l’ho capito quando Dossena esclama: "Dal cilindro tiriamo sempre fuori qualcosa". Erano, lui e Gentili, davanti all’ultimo episodio di CSI. O di Dott. House. Con i pop corn al cioccolato e coca cola. Anzi credo birra.
Il dodicesimo giocatore in campo
“Non mi chiedete nulla: sono impegnata a gufare l’Inghilterra. Sto lavorando per la nazionale in questo momento. Rappresento il dodicesimo giocatore in campo. (E mi riferisco anche a te, cara, che mi definisci gufo. Ma se vincono gli azzurri mi chiedi scusa e mi paghi una cena. Il motivo? Si confermerebbe che hai ragione per una volta nella tua vita e se non vuoi essere gufata seriamente in futuro "te tocca")”.
Scrivevo su Glamour and Fashion.
Ho gufato. L'Italia ha vinto. Ho una cena pagata.
Per giunta vorrei far notare una cosa. Cinque secondi prima del rigore parato tirato da Cole, su twitter scrivevo:
E’evidente che Buffon mi ha ascoltata.
Ora ringraziatemi.
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