venerdì, giugno 29, 2012

E'questione di eleganza. E di buon senso.


 "Ma se si è iscritti a uno di quei blog insificanti 
e si vuole uscire(non ce la fo più a legge quela roba) 
come se fa?".
(Taggando due persone su facebook. Ed una risponde "devi eliminare la persona che l'ha creata". Che devo dirle? Niente. Visto che pratichi lo sport più nobile al mondo, forse invece di soffermarti sulla tecnica, dovresti imparare qualcos'altro).


Ecco quello che lei scrive (naturalmente non lo chiede a me perché su “facebook leoni e nella vita coglioni”. L’italiano – laureata lei - non l’ho corretto. Capisci così che a tutto c’è un motivo). Le rispondo in maniera carina e divertita indicandole il procedimento per togliersi dalla pagina Glamour and Fashion, sottolineando però che basta semplicemente non leggere il blog:
Non devo aggiungere altro.
Del resto si commenta da sola. Cascare nel ridicolo è un attimo, soprattutto quando si hanno quasi 10 anni più di me.
Non cado nelle sciocche provocazioni ("proprio quello che mi aspettavo"). E non parlo del nulla. Ovviamente non le ho risposto.
E quindi lei, non contenta, e quasi orgogliosa delle sue parole, scrive su facebook:


Non ha ricevuto risposta nemmeno questa volta.
L’avevo eliminata io pochi giorni fa da facebook dopo aver saputo che le sue parole su di me carine e amabili si sprecavano. Ed ho fatto bene. A volte così anche se le persone vogliono intenzionalmente ferirti, fanno tornare invece il sorriso. E fanno sentire migliori. Grazie (soprattutto per essere al centro dei tuoi pensieri e dei tuoi discorsi (come dimostrano i fatti). Anche l'amica, credo riferendosi a me (chiedo scusa in caso contrario ma non penso visto che aveva commentato anche il primo stato, non interpellata e nemmeno taggata, con scritto "Dovrai sorbirti cazzate a vita"), discute sulla situazione (?) in maniera Oxfordiana (lei stessa cita la famosa Università), finendo il pensiero con una perla di saggezza (le ho scritto un commento: "te la rubo mi serve per il blog", ma secondo me non ha capito per cosa visto che mi risponde "fa pure ma scherzi")...

Anzi leviamo le scuse, come dimostra questo commento era per me. E no non me la sono presa, mi serviva solo il materiale per il post. Questo articolo, come vedete lo avete fatto e scritto voi due. Grazie ancora.
Con alcune persone non serve sprecare parole. Basta lasciarle nelle loro convinzioni. E'questione di eleganza. E di buon senso.
Del resto "meglio stare zitti e sembrare stupidi 
che parlare e togliere ogni dubbio”.
Perciò le lascio parlare.
marti

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giovedì, giugno 28, 2012

29.06.2012

Alcune mattine sono prepotenti, ingiuste, infedeli. Quelle mattine che cominciano con la sveglia dalla solita suoneria nevrotica e ripetitiva, quasi una sorta di cantilena. Ma tu non la spegni ma piuttosto prendi il cuscino e lo stringi alle orecchie in maniera violenta.
Come a soffocarti.
Come se davvero non vorresti sentire più il minimo rumore.


E per tutto il giorno l’unica cosa che ti viene in mente, qualsiasi cosa faccia, è la voglia di scappare. Con quel bisogno improvviso di una partenza. Di un biglietto in cui l’andata non è accompagnata a nessun ritorno.
Un giorno qualsiasi in cui vuoi sentire il peso dello zaino sulle spalle e quello della valigia che strascichi a terra. In cui indossi i calzoncini sabbia e la camicia aperta jeans dalla quale si intravede il costume di H&M rosso papavero, che poi si intona perfettamente con il panama bianco, la cui purezza viene tagliata da un nastro nero. E poi le converse, compagne fedeli di ogni avventura metropolitana, che saranno sostituite immediatamente con i sandali una volta fuori dall’aeroporto. Un po’ come si fa con gli uomini quando non servono o non si amano più. In cui Vogue, Velvet e Cosmopolitan saranno sfogliati svogliatamente soffermandosi solo sulle immagini e foto di moda ma non sulle parole o i nomi degli stilisti. Ci sarà tempo per leggere ma non durante il viaggio quando non vuoi perdere nessun dettaglio di quello che vedi, dei paesaggi e nemmeno delle persone che curiosamente attirano la tua attenzione.
Una giornata in cui vuoi rivivere l’attesa al check-in mentre tieni in mano il bicchiere della Coca-cola, bevuta con la cannuccia come una bambina, nascosta dai Ray-Ban a goccia. E l’iPod che scandisce il ritmo della vacanza con quella canzone, l'unica che ogni volta che l’ascolterai per il resto della vita, ti riporterà a quel momento, a quella vacanza trascorsa con le amiche o magari con una compagnia diversa, con il ragazzo o quello passato. Sarà lei a scegliere te: la prima volta che l’hai sentita per radio, non ti colpirà ma anzi odierai quella melodia. Ed invece ritornerà sempre, tutte le volte, ad emozionarti. Un po’ come l’amore che quando meno te l’aspetti, arriva. Magari proprio in vacanza. 
Ma sarà proprio quello il momento di lasciarsi.
Ad ogni andata, purtroppo, corrisponde sempre un ritorno. 

 Ecco così mi sento adesso. Quello che vorrei ora.
 E se volete sapere la meta,
una qualsiasi.
(anche se una in mente ce l’avrei ed è piuttosto ridondante ultimamente).
Buona estate a tutte e che sia indimenticabile. 

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mercoledì, giugno 27, 2012

Nara Camicie SS 2012


Nara Camicie lo ha capito da tempo: la camicia è uno dei capi in cui convivono opposizione perfette che la rendono adatta ad ogni occasione. Eleganza e naturalezza, spontaneità e austerità. La rifinitura impeccabile dei capi nella collezione SS2012 però si unisce alla ricercatezza estetica quanto mai moderna e sofisticata. I colori si fanno intensi come le stampe: passato e presente così si incontrano per uno stile che caratterizza una femminilità sicura, capace di osare con tonalità decise come l’arancione, il fuxia, il verde smeraldo ed il blu. E l’opposizione di colori crea paradossalmente un’armonia come in un quadro di Tamara de Lempicka. Le linee di Nara Camicie così sono più stravaganti ma non meno confortevoli: si passa da modelli basic a quelli più complessi, quasi regali. Ma sono le stampe ad essere magnetiche per l'universo femminile: optical, geometriche ed ancora quelle floreali o fruttate. Una ventata di freschezza in questa calda estate 2012.
Tutta la collezione QUI e non perderti le foto su Glamour and Fashion
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lunedì, giugno 25, 2012

Inghilterra -Italia, tra sacro e profano

E ce l’abbiamo fatta. E’ stata una lunga serata, ricca di colpi di scena, “chi è uscito con le bombole dell’ossigeno, chi con i muscoli sfilacciati” (la perla di Mazzocchi. Dopo apriremo la parentesi sulla telecronaca Gentili – Dossena), ma l’Italia non demorde: espugna lo  stadio di Kiev ai rigori contro gli inglesi per 4 a 2 e vola in semifinale contro la temuta Germania della Merkel. Si, sempre lei. Anche nel calcio dice la sua. Mentre il nostro Monti (non sembra un po’ Dracula?) se la ride ed attende giovedì. Come se la sfida davvero fosse tra il capo del governo italiano e tedesco. O forse è così?


Ma andiamo con ordine. Fino all’inizio dei calci di rigore siamo stati di fronte ad un match storico in cui il sacro si è scontrato con il profano.
BSS - Buffon Santo Subito vs HCC - Hart Che Culo.
Nessuna palla entrava nella rete azzurra grazie alle prodezze del capitano, nessun goal invece per gli italiani che avevano contro un portiere dall' evidente dote chiamata fortuna. E secondo me Hart, alla fine dei tempi supplementari, un po’ cristiano ci è diventato, ringraziando tutti i santi del paradiso per i due pali e per gli errori degli azzurri in area. E non è bastato nemmeno kamikaze Carroll ad intimorire la nazionale italiana con i suoi falli che in confronto Muhammad Ali, sarebbe sembrato sul ring una ballerina di danza classica alla prima performance in scena. La vittoria così spetta al sacro con Buffon che, anche dopo la partita, non ha un brivido di euforia ma anzi ha in volto un'espressione di pace ascetica, misto tra l'umile e l'incazzato (come sempre del resto). Si leva qualche sassolino dalle scarpe nelle interviste del dopo partita ed è l’unico a dire la verità: «Se avessi detto che avremmo vinto l'Europeo – si legge sul Corriere della Sera - sarei stato da ricovero. Esporsi ora è da presuntuosi. La Spagna è due spanne sopra tutti gli altri, poi viene la Germania. Non siamo i più forti: noi lo sappiamo, voi lo sapete, tutti lo sanno». E con un Santo in squadra, in più tra i pali, il miracolo è possibile: «Dobbiamo stupire, non porci limiti. Siamo tra le prime otto in Europa, un buon traguardo dopo la magra figura rimediata nel mondiale in Sudafrica». 
Così si conclude la omelia di San Buffon dalla Juve. E così sia.
Amen.
Una pacatezza che si riscontra anche nell’atteggiamento del discepolo Pirlo che con la calma che lo caratterizza, tira un rigore che per entrare in rete ci mette 10 secondi. Un cucchiaio splendido. Un’attesa divina. Una perla di eleganza, tecnica e carattere. O strafottenza. Che se disgraziatamente Hart fosse rimasto lucido, fosse rimasto immobile (come durante la partita) e avesse parato il rigore, sarebbe servito davvero un miracolo immediato di Buffon nel salvarlo dall'ira dei tifosi e soprattutto da un eventuale esilio dal territorio italiano. Quello che ha invece rischiato seriamente Montolivo, quando al secondo calcio di rigore, manda la palla fuori lo specchio della porta. A essere crocifisso con lui ci sarebbe stato anche Balotelli. Ed il dubbio è venuto a tutti: "Che si fosse accordato con gli inglesi di Roy Hodgson?". Ma la verità è molto più semplice.  Si vocifera che la sera fosse al Billionaire di Kiev con le Femen ucraine. Ed, inondato di champagne, intonava con loro a gran voce "Fuck Euro". Gli stessi euro che questi giorni ha speso nei negozi polacchi - ucraini. Ed in campo, per 120 minuti, contro l’Inghilterra, insomma mica pizza e fichi, l’attaccante azzurro si è divertito a fare acrobazie come se fosse ancora al culmine della serata precedente. Che se le avesse viste Moira, Orfei dico, lo avrebbe subito assunto per i suoi spettacoli circensi. 
Perciò Balotelli, la prossima volta, non cercare tante finezze. Devi mettere la palla, quella cosa tonda che ruota, dentro la rete, che è invece quella cosa bianca bucherellata tra tre pali. E possibilmente dovrebbe essere quella degli avversari. Si, in questo caso quelli con le casacche bianche e rosse, non azzurre. E se non sei daltonico, non è difficile l’impresa. E non devi portare i giocatori inglesi dentro la rete, come hai fatto con uno degli inglesi, ma la palla. Porta – palla. Ok? Le dichiarazioni di Cassano invece a fine partita sono state: “Amminde nnanze pe non gadè”. Non c’era un traduttore dal barese all’italiano. Non posso commentare, scusate.

Il primo cucchiaio, a destra, di Totti. A seguire quello di Pirlo, Panenka (il primo nel 1976) e Postiga nel 2004
E parliamo del gatto e la volpe: Dossena – Gentili che di fronte al big match, hanno dimostrato a tutta Italia chesi trovano a loro agio nel fare telecronaca come i cavoli a merenda. Che qualcosa non andava. lo avevamo capito fin dai primi minuti, quando uno dei due, il caro e vecchio Dossena, commenta: "Ma che bravi quando siamo in difficoltà". Per poi continuare con "Prima o poi, Balotelli la mette dentro". (Si bisogna vedere in quale match ed Europeo). Per aggiungerecon “La punizione la farei tirare a Mario”. E Balotelli tenta di farlo tacere con una pallonata che invece di raggiungerlo, abbatte un satellite.
Gli inglesi sembriamo noi”, tuona un'altra volta Dossena che subito dopo rinnega le sue parole con: “Gli inglesi sono diventati inglesi”. “E’meglio un rigore di potenza o di mira?”, chiede anche con curiosità al collega Gentili. Come se chiedesse ad uno che sta cadendo da un precipizio: "Vuoi una mano? la destra o la sinistra?". Ascoltate, io che sono una profana di calcio, dico: “Dossena l'importante è metterla dentro sta palla”.
Ma la spiegazione in realtà è una. E l’ho capito quando Dossena esclama: "Dal cilindro tiriamo sempre fuori qualcosa". Erano, lui e Gentili, davanti all’ultimo episodio di CSI. O di Dott. House. Con i pop corn al cioccolato e coca cola. Anzi credo birra.

Il dodicesimo giocatore in campo
Non mi chiedete nulla: sono impegnata a gufare l’Inghilterra. Sto lavorando per la nazionale in questo momento. Rappresento il dodicesimo giocatore in campo. (E mi riferisco anche a te, cara, che mi definisci gufo. Ma se vincono gli azzurri mi chiedi scusa e mi paghi una cena. Il motivo? Si confermerebbe che hai ragione per una volta nella tua vita e se non vuoi essere gufata seriamente in futuro "te tocca")”.
Scrivevo su Glamour and Fashion.
Ho gufato. L'Italia ha vinto. Ho una cena pagata.
Per giunta vorrei far notare una cosa. Cinque secondi prima del rigore parato tirato da Cole, su twitter scrivevo:

E’evidente che Buffon mi ha ascoltata.
Ora ringraziatemi.
marti
Gli Europeri su 
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venerdì, giugno 22, 2012

GoldenPoint, retrò e modernità per l'estate


Quella di GoldenPoint è un’estate all’insegna dell’eleganza e della ricercatezza estetica. Una riproposizione di uno stile essenziale che rimanda agli anni ’50, ma anche ad un’epoca più vicina con l’estrosità anni ’90 delle stampe animalier . Non manca nulla nella collezione 2012 di GoldenPoint che interessa anche i modelli di Philippe Matignon, Hue, Golden Lady e Sissi, nemmeno le tonalità che passano dai contrasti neutri, in cui il bianco e nero convivono nello stesso pezzo, a quelle più accese come il verde, il blu, il rosa. Ed una delle tendenze dell’estate è imposta proprio da GoldenPoint che unisce i costumi con dei foulard, il must have della stagione da indossare come copricapo o anche fascia per un effetto che seppur retrò, richiama un’eleganza contemporanea. 

giovedì, giugno 21, 2012

Maturità


Le penne colorate. E profumate.
I banchi allineati.
La smemoranda rigorosamente rosa.
La posizione strategica: a metà della fila.
Però più indietro che avanti.
I capelli ricci sciolti e lunghi all’odore di vaniglia.
Il caldo.
La sveglia alle 7.
E nonostante ritardo.
Le dita sporche d’inchiostro blu.
Il vocabolario di latino con le pagine strappate.
In mezzo versioni tradotte di Seneca.
Di sicuro è lui, lo dicono tutti”. Le convinzioni del giorno prima.
Seneca? Taci-to.
La Germania.
Le gambe incrociate sulla sedia.
Le mani tra i capelli ( e non è metaforico).
L’odore dell’estate.
Gli orecchini enormi.
Le amiche.
I libri d’arte sull’erba.
Goethe. Faust.
Ho venduto la mia anima al diavolo”.
Medea. Ed anche i Baccanali.
La matematica non sarà mai il mio mestiere (vedi terza prova).
Il passato. Il presente. Il futuro. (universitario).
Il jeans strappato e le converse bianche.
Giacomo Leopardi. Alessandro Manzoni. Italo Svevo.
E l’analisi testuale su Dante.
L’ispirazione (o piuttosto inspirazione-espirazione).
L’illuminazione.
L’esta thè e la cannuccia mordicchiata.
Le date storiche.
1914 – 18 e 1939 – 45.
Bastano queste.
La tesina sulle streghe.
La strega (la diva del sabato sera).
Ero innamorata (E lo sono ancora).
Il maestro e Margherita.
Maledetto Kant con la sua estetica.
Greco scritto: 5. Greco orale: 9
(perché tutto è relativo).
Einstein = E=mc².

James Ensor. Gustav Klimt. Picasso.
Non gli impressionisti. Non mi piacciono.
La creola.
Cosa facciamo dire alla Cancellotti? Vediamo…”
(L’attesa più lunga della vita mentre ripeto “Speriamo non Adam Smith,
non Adam Smith, non Adam Smith
”).
 “Ah eccolo, Cancellotti Adam Smith e il concetto di mano invisibile”.
La morte.
Passa sta versione. Dai non fa la stronza. Poi tanto non mi vedi più
84/100 e ci metto la firma.
La maturità.
(solo sulla carta)
marti

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martedì, giugno 19, 2012

Il biscotto, il toto Balotelli e i quarti di finale

E il biscotto non c'è stato, Italia-Irlanda 2-0, Balotelli ritrovato, i quarti conquistati. Tutto è bene quel che finisce bene. Così, mentre il biscotto torna da Antonio (non Cassano ma Banderas alla casa del Mulino Bianco insieme agli altri frollini), scatta il toto scommesse per Balotelli (Naturalmente tradotto dall’inglese all'italiano, visto che Bonucci conferma sulla Gazzetta dello Sport: “Quello che ha detto lo ha detto in inglese e non l'ho capito. Ho messo la mano davanti perchè Mario è istintivo e questa è anche la sua forza. Avevamo parlato prima della partita con lui e sapeva come si sarebbe dovuto comportare”. Ma giustamente non dire Balo se non ce l’hai nel sacco e perciò nel dubbio, bravo Bonucci. Noi ti crediamo. Ma forse quello che hai sentito, non era inglese. E vogliamo la moviola).

Cosa voleva dire Balotelli dopo il goal? 
1.Vaffanculo.
2.Stronzi andate a cagare.
3.Ora voglio la gnocca? 
Si accettano scommesse.
E poi c’è Cassano che dichiara:"Ora comincia un altro Europeo. L'importante questa sera non era il premio ma la vittoria della squadra e la qualificazione. È questo che stasera ci rende tutti molto felici". Non sai quanto a noi. Ma la domanda è spontanea: il premio di che? E ribadisco: Prandelli spieghi ad Antonio il come, il quando e il perché della sua presenza lì. 
Grazie.
Ero convinto che la Spagna, a cui dobbiamo comunque un grande grazie, si sarebbe comportata da grande squadra”, tuona Buffon a fine gara, che ancora ringrazia tutti i Santi del Paradiso per la qualificazione ai quarti. Ed il motivo non è per il risultato raggiunto ma piuttosto per una constatazione: oltre a non sapere il significato del termine biscotto, gli spagnoli non conoscono nemmeno la filosofia "meglio due feriti che un morto”.
Ed anche tutti noi italiani tiriamo un sospiro di sollievo.
Un minimo di imbarazzo però come non provarlo? Sui quotidiani sportivi spagnoli, oltre all’apertura di Marca, "soffriamo come non mai, vinciamo come sempre", non manca chi, come As, sottolinea: “L'uno a uno tra Spagna e Croazia avrebbe eliminato l'Italia: ora gli azzurri ce ne devono una, anzi due. Perché oltre a giocare con fair-play come annunciato dai giocatori della Roja, la Spagna ha continuato a lottare anche dopo il vantaggio, sapendo che con un gol dei croati avrebbe eliminato una rivale diretta come l'Italia. La Spagna non conosce 'biscottos'". 
E non possiamo dargli torto. 

"Oltre alla grande vittoria e alla qualificazione, è stato emozionante l'ultimo minuto in panchina. È stato irreale, ho visto Gigi salire sull'ultimo corner e pensavo che Spagna e Croazia avessero fatto 1-1. Non era così, ma quel minuto che non passava mai fino alla grande notizia”, diciamo la verità, Marchisio, lo sappiamo tutti e due che se disgraziatamente foste tornati in Italia senza qualificazione in tasca, invece che essere accolti in perfetto stile “salvatori della patria”, potevate pure considerarvi morti. E fare gli agnelli in mezzo ad un branco di lupi, non fa mai piacere. E, non contento, aggiunge: “Ci abbiamo messo, cuore, carattere, anche quelli che sono entrati nel secondo tempo come Diamanti e Balotelli". No forse non ci siamo capiti. Marchisio mio, tu che porti in alto i colori azzurri nella classifica degli eurofighi 2012, non avete vinto l’Europeo e nemmeno la coppa del nonno. Se ci avete messo cuore, carattere e tutto quello che vuoi, anche la birra al posto del Polase, non deve essere l’eccezione ma la normalità. Perché ricordati che l’ombra del biscotto è sempre dietro l’angolo e sembrare 11 frollini in campo è questione di istanti.

(Nella foto sotto, la formazione italiana in campo durante l'allenamento. 
Si notano anche le riserve e la mano di Prandelli). 
marti
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